Quest’anno si festeggia il decimo anniversario italiano della rete televisiva Mtv, Music Television. La stessa rete che nel 1997 entrò nelle nostre case, senza neanche passare dalla porta, portando con sé tanta musica internazionale ed una spiccata tendenza americana ad influenzare il (per lo più) giovane pubblico televisivo.
E ci riuscì, conquistando la stragrande maggioranza dei ragazzi italiani e acquisendo il primato su qualsiasi altro canale di musica. Insomma un vero e proprio fenomeno di massa che fin dal suo esordio ha tenuto incollati centinaia di giovani all’apparecchio televisivo a seguire ore e ore di rotazioni di hits musicali e svariati programmi di interesse più che generale.
Mtv : uno spazio interamente dedicato ai giovani e a tutta la loro musica, un fenomeno innovativo, moderno e chi più ne ha, più ne metta.
La rete, ai tempi del suo debutto italiano, cercava di concentrare nella scatola televisiva la musica in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue variopinte e multiformi onde sonore –seguendo la regoletta “un po’ per uno non fa male a nessuno” , concedendo comunque sempre un po’ più di spazio alle hits del momento- .
Ma ecco che, sull’onda del fenomeno delle boyband, dominanti la scena musicale a cavallo tra i secoli ventesimo e ventunesimo, Music Television si fa promotrice assoluta della nuova tendenza Pop, che porterà sempre più giovani a seguire il novello canale, ormai prossimo a radicali cambiamenti.
La coloratissima “tavolozza musicale” trasmessa via cavo sbiadisce prendendo quella sola, triste tinta del Pop.
Più importanti di tutto diventano il gossip, la scenografia dei video, l’abbagliante spettacolarità montata su ritmi e sonorità standard, elementi che andranno ad occupare da ora in poi più del 70% del palinsesto televisivo emtiviano.
Ed ecco migliaia di giovani sbavare davanti al piccolo schermo, eccoli sgolarsi in qualche piazza italiana per un Total Request Live.
E così, dieci anni sono passati in fretta.
Eppure questo è davvero un anno di Music Television da festeggiare, non perché è il decimo, ma perché qualcosa sta nuovamente cambiando.
Quell’oretta dalle 18 alle 19 dedicata al rumore, al nostro rumore.
Non che la più amata rete musicale di Italia non abbia già messo a disposizione del pubblico uno spazio dedicato a gruppi di nicchia e a musica “alternativa”, peccato solo che quanto di nicchia il genere musicale e le band tanto più lo deve essere il loro spazio : alcuni giorni dalla mezzanotte in poi sulla rete oppure canale 706 di Sky, quindi uno spazio decisamente non alla portata di tutti.
Ma chiusa la parentesi e messo da parte il decoder, ecco quello che sta venendo a rappresentare una grande svolta, anzi, quasi una piccola rivoluzione musicale nella televisione: Our Noise.
Un’ora dedicata ai generi musicali più particolari, a band emergenti e non, dalle più sconosciute a quelle più affermate, niente e nessuno escluso;
sessanta minuti alla ricerca di sonorità sfacciatamente antiestetiche e caricaturali che propongono suoni e immagini spogliati da qualsiasi montatura e abbellimento.
Naturalezza, spontaneità, ma allo stesso tempo psichedelia, multicolor.
Ed ecco che quello che vediamo è leggermente più sfocato ora, ma d’un tratto vivido e colorato, e tutto non ha mai avuto così senso.
Ancora, un’ora del tutto interattiva,
il pubblico è il programma:
ogni settimana una parola chiave che diviene il tema su cui vanno a fondarsi gli argomenti trattati sì durante la trasmissione ma soprattutto nel blog, dove gli utenti our noisers sono pronti a comunicarsi tutto ciò che la key word di turno trasmette loro.
Nuovo modo per conoscersi e confrontarsi? Certamente, ma non solo.
Realtà, concettualità, definizione e significato, niente ha più lo stesso valore, tutto è sfumato, stravolto poi nuovamente assemblato e definito in funzione della nuova generazione.
Dietro tutto ciò?
Un presentatore che prima ancora di essere un videojoker dal piacevole aspetto che intrattiene il pubblico quell’oretta, è un giornalista, caporedattore di Rockit, è un importante collaboratore nella realizzazione del festival Mi Ami, ma soprattutto, uno con la musica nella vita e la vita nella musica, uno di noi, della nostra generazione, che ha saputo confermare il più ridicolo luogo comune dei nostri nonni “i giovani non sono più quelli di una volta”, ed è proprio vero, siamo di gran lunga migliori.
E ancora, una redazione estremamente creativa, costantemente attenta alle esigenze del pubblico con cui spesso scambia materiale e informazioni utili al programma.
Gente sempre più stimolata e stimolante, estremamente produttiva.
Il Pop ha dato luogo a format sempre più specifici e commerciali ed è questo che ha permesso loro di avere un successo sempre più grande nel corso degli anni.
Ma nessuna tendenza e nessun nuovo fenomeno ha creato la necessità di veder nascere un programma di musica “alternativa” e quella di Our Noise è quasi una nascita “miracolosa” ma comunque esplicativa del fatto che qui qualcosa sta nuovamente cambiando. Nella televisione, a partire da noi.
Gli spettatori televisivi di quell’ora hanno ormai chiuso la bocca e asciugato la bavetta, quelli dalle sei alle sette non hanno bisogno di urlare “fateci salire” per avere, neanche un frammento, ma la piena padronanza della musica che amano.
Sì che c’è da festeggiare
Decimo anno di Mtv- Primo anno di Our Noise-
Un programma atipico, nostro e molto molto indipendente.
(Sperando che dopo aver superato questi dieci anni Mtv non abbia anche una crisi adolescenziale)
E ci riuscì, conquistando la stragrande maggioranza dei ragazzi italiani e acquisendo il primato su qualsiasi altro canale di musica. Insomma un vero e proprio fenomeno di massa che fin dal suo esordio ha tenuto incollati centinaia di giovani all’apparecchio televisivo a seguire ore e ore di rotazioni di hits musicali e svariati programmi di interesse più che generale.
Mtv : uno spazio interamente dedicato ai giovani e a tutta la loro musica, un fenomeno innovativo, moderno e chi più ne ha, più ne metta.
La rete, ai tempi del suo debutto italiano, cercava di concentrare nella scatola televisiva la musica in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue variopinte e multiformi onde sonore –seguendo la regoletta “un po’ per uno non fa male a nessuno” , concedendo comunque sempre un po’ più di spazio alle hits del momento- .
Ma ecco che, sull’onda del fenomeno delle boyband, dominanti la scena musicale a cavallo tra i secoli ventesimo e ventunesimo, Music Television si fa promotrice assoluta della nuova tendenza Pop, che porterà sempre più giovani a seguire il novello canale, ormai prossimo a radicali cambiamenti.
La coloratissima “tavolozza musicale” trasmessa via cavo sbiadisce prendendo quella sola, triste tinta del Pop.
Più importanti di tutto diventano il gossip, la scenografia dei video, l’abbagliante spettacolarità montata su ritmi e sonorità standard, elementi che andranno ad occupare da ora in poi più del 70% del palinsesto televisivo emtiviano.
Ed ecco migliaia di giovani sbavare davanti al piccolo schermo, eccoli sgolarsi in qualche piazza italiana per un Total Request Live.
E così, dieci anni sono passati in fretta.
Eppure questo è davvero un anno di Music Television da festeggiare, non perché è il decimo, ma perché qualcosa sta nuovamente cambiando.
Quell’oretta dalle 18 alle 19 dedicata al rumore, al nostro rumore.
Non che la più amata rete musicale di Italia non abbia già messo a disposizione del pubblico uno spazio dedicato a gruppi di nicchia e a musica “alternativa”, peccato solo che quanto di nicchia il genere musicale e le band tanto più lo deve essere il loro spazio : alcuni giorni dalla mezzanotte in poi sulla rete oppure canale 706 di Sky, quindi uno spazio decisamente non alla portata di tutti.
Ma chiusa la parentesi e messo da parte il decoder, ecco quello che sta venendo a rappresentare una grande svolta, anzi, quasi una piccola rivoluzione musicale nella televisione: Our Noise.
Un’ora dedicata ai generi musicali più particolari, a band emergenti e non, dalle più sconosciute a quelle più affermate, niente e nessuno escluso;
sessanta minuti alla ricerca di sonorità sfacciatamente antiestetiche e caricaturali che propongono suoni e immagini spogliati da qualsiasi montatura e abbellimento.
Naturalezza, spontaneità, ma allo stesso tempo psichedelia, multicolor.
Ed ecco che quello che vediamo è leggermente più sfocato ora, ma d’un tratto vivido e colorato, e tutto non ha mai avuto così senso.
Ancora, un’ora del tutto interattiva,
il pubblico è il programma:
ogni settimana una parola chiave che diviene il tema su cui vanno a fondarsi gli argomenti trattati sì durante la trasmissione ma soprattutto nel blog, dove gli utenti our noisers sono pronti a comunicarsi tutto ciò che la key word di turno trasmette loro.
Nuovo modo per conoscersi e confrontarsi? Certamente, ma non solo.
Realtà, concettualità, definizione e significato, niente ha più lo stesso valore, tutto è sfumato, stravolto poi nuovamente assemblato e definito in funzione della nuova generazione.
Dietro tutto ciò?
Un presentatore che prima ancora di essere un videojoker dal piacevole aspetto che intrattiene il pubblico quell’oretta, è un giornalista, caporedattore di Rockit, è un importante collaboratore nella realizzazione del festival Mi Ami, ma soprattutto, uno con la musica nella vita e la vita nella musica, uno di noi, della nostra generazione, che ha saputo confermare il più ridicolo luogo comune dei nostri nonni “i giovani non sono più quelli di una volta”, ed è proprio vero, siamo di gran lunga migliori.
E ancora, una redazione estremamente creativa, costantemente attenta alle esigenze del pubblico con cui spesso scambia materiale e informazioni utili al programma.
Gente sempre più stimolata e stimolante, estremamente produttiva.
Il Pop ha dato luogo a format sempre più specifici e commerciali ed è questo che ha permesso loro di avere un successo sempre più grande nel corso degli anni.
Ma nessuna tendenza e nessun nuovo fenomeno ha creato la necessità di veder nascere un programma di musica “alternativa” e quella di Our Noise è quasi una nascita “miracolosa” ma comunque esplicativa del fatto che qui qualcosa sta nuovamente cambiando. Nella televisione, a partire da noi.
Gli spettatori televisivi di quell’ora hanno ormai chiuso la bocca e asciugato la bavetta, quelli dalle sei alle sette non hanno bisogno di urlare “fateci salire” per avere, neanche un frammento, ma la piena padronanza della musica che amano.
Sì che c’è da festeggiare
Decimo anno di Mtv- Primo anno di Our Noise-
Un programma atipico, nostro e molto molto indipendente.
(Sperando che dopo aver superato questi dieci anni Mtv non abbia anche una crisi adolescenziale)
2 commenti:
dovevo per forza commentare, non potevo astenermi: perfetto..
è uno di quegli articoli che dopo averlo letto dici "avrei voluto scriverlo io"..è magnifico, mi è piaciuto molto. davvero.
oddio 10 anni. cioè io avevo 7 anni. credo che anche se non c'entra un tubo con mtv questi siano stati gli anni più frenetici e movimentati della mia vita. in 10 anni quante cose cambiano.
spero però anche io che mtv non abbia una crisi adolescenziale proprio ora che le cose sembrano cambiate in parte in meglio.
continua così
un besitos
adriana
p.s. domani la giornata dell'arte..finalmente ci sono riuscita..tutto funziona leggermente meglio..
dovevo per forza commentare, non potevo astenermi: perfetto..
è uno di quegli articoli che dopo averlo letto dici "avrei voluto scriverlo io"..è magnifico, mi è piaciuto molto. davvero.
oddio 10 anni. cioè io avevo 7 anni. credo che anche se non c'entra un tubo con mtv questi siano stati gli anni più frenetici e movimentati della mia vita. in 10 anni quante cose cambiano.
spero però anche io che mtv non abbia una crisi adolescenziale proprio ora che le cose sembrano cambiate in parte in meglio.
continua così
un besitos
adriana
p.s. domani la giornata dell'arte..finalmente ci sono riuscita..tutto funziona leggermente meglio..
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