Ieri non riuscivo a trovare l'umore giusto per godermi la giornata.
Da quando ho ricominciato a studiare il sabato ha di nuovo assunto un ruolo importante tra i giorni della settimana.
E scoccia non riuscire a viverselo bene.
Sono andata al lago, come sempre. Il cielo era color seppia e questo mi dava fastidio, rendeva le tonalita` della pelle dei miei amici di uno strano colore, di quelli che stancano la vista.
Ho deciso di fare una passeggiata verso l' Iceland, sapevo che li avrei trovato qualcuno ed era davvero tanto che non mi facevo una passeggiata da sola per l'Eur, in quelle giornate in cui sai che puoi farlo e senti di averne bisogno.
Sulla pista da ghiaccio c'era la solita gente.
Bambini e ragazzi.
Che si tenevano al transennato per paura di cadere, che si lanciavano al centro della pista dando mostra delle proprie abilita`, che si spingevano e si rincorrevano.
Roba che ti mette voglia di infilarti un paio di pattini e farti portare per un po` sulla pista da qualche amico.
Mano nella mano perche` non l'hai mai fatto ed e` giusto che tu abbia paura di cadere.
Ma e` una di quelle cose che non hai mai fatto e senti che non farai mai, e non sai neanche il perche`.
Quindi ero li, dopo cinque minuti gia` fissavo il vuoto e dopo sei ero gia` fuori a fumare una sigaretta.
Aveva smesso di piovere ed io avevo ricominciato a guardarmi i piedi.
Ho pensato di prendere il primo autobus che passava ed andarmene da qualche parte da sola a respirare un'atmosfera nuova, ma sono i soliti propositi che ti metti in testa quando sei giu` di morale, che li per li sanno di eccitazione, ma non e` l'eccitazione a fare la differenza.
Cosi sono sono andata di nuovo a mettermi vicino la pista di pattinaggio, con la testa tra le mani e una sensazione di passivita` rispetto a cio` che mi circonda.
Quando alzo lo sguardo, verso il centro della pista e mi accorgo di un signore che girava e girava su se stesso.
Rallentava. Poi si dava una spinta e faceva una piroetta. Rallentava ancora, talvolta sembrava stesse per cadere ma poi riusciva sempre a darsi la spinta per fare un'altra piroetta.
Qualcuno gli andava addosso ma lui li guardava, sorrideva, si spostava di poco e ricominciava.
Sara` stato cosi per decine di minuti. Inizialmente mi veniva da ridere ma poi ho pensato che sarebbe stato bello provare quelle sensazioni che lui stesso stava certamente provando in quel momento.
Finito il turno sono andata a cercare i miei amici e lui era li. Aveva due occhi neri, troppo neri, e lucenti.
Mi ha guardato, forse si era accorto che lo stavo fissando.
Incontro Francesco, e dopo un po` la domanda mi viene spontanea
"hai visto quel signore al centro della pista? mi ha colpita molto"
e lui "ah Pino, sai e` sordomuto."
Sordomuto. Vuol dire che non puoi sentire cio` che la gente vorrebbe dirti, vuol dire che te stesso non puoi dire cio` che vorresti.
Ma Pino, sordomuto, aveva comunicato. A me imbronciata a bordo pista, alle persone contro cui era andato mentre girava girava e girava su se stesso, alla gente che lo guardava incuriosita e divertita. Forse anche affascinata.
Sai in quel momento cosa ho capito?
Niente. Solo che ogni tanto dovrei anche io girare un po` di piu` su me stessa. Stordirmi un po` e lasciare che la gente mi consideri bizzarra.
Magari tutto cio` con una bella canzone in sottofondo.
2 commenti:
avere tutto ma non avere niente allo stesso tempo.
freesh, non deve piovere per sempre.
ci sono cose che ogni giorno si vedono in tv, canzoni che si ascoltano senza sapere bene cosa dicano, nuvole che passano e vanno via per un po'.
e poi non ci rendiamo conto, che ci sono cose più importanti.
ascolta.
bacini e rock and roll
adriana
finalmente dopo peripezie assurde riesco a postarti un commento *_*
And it's true girl
You only go around, round, round
You only go around, round, round
You only go around, round, round
You only go around, round, round
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